DUBBI DI QUARANTENA E DINAMICA DELLE PASSIONI -Italia, Inghilterra

Ci hanno sempre descritto come un popolo “emotivo”, tutto cuore e mandolino, anche se in questo momento, tra gli stati europei, siamo quelli che prendono le misure più scientifiche per il contenimento del contagio; e non solo perché siamo il Paese più colpito, dato che è matematico che il virus si estenderà prima o poi nel resto del continente.


Tuttavia, non so ancora se è più razionale il nostro approccio tecnico alla questione o la serena accettazione britannica dell’infezione. Perché se le nostre procedure sono solo una reazione alla paura e non una soluzione necessaria alla diffusione del virus, allora confermiamo il carattere emotivo dell’italiano, che ci fa creare disastri anche quando vorremmo evitarli.

Se la loro rassegnazione al covid19 è una stoica indifferenza alla malattia, che gli permette di lasciar correre l’infezione fino sviluppare naturalmente l’immunità di gregge, e non invece una totale, cinica, incoscienza, allora anch’essi confermano il loro carattere tipico di popolo analitico e distaccato, che sa sempre come agire per evitare catastrofi sanitarie, economiche e sociali. (Azzeccando in questo caso anche la Brexit).

Io adesso non so quale dei due approcci sia il migliore. Credo di essere abbastanza razionale da sapere di non sapere (e di non credere ai luoghi comuni) E abbastanza irrazionale da fidarmi di quello che mi dicono di fare in nome della scienza e del buonsenso. Ma quale sarà la soluzione?