I morti di Covid

Credo che una delle cose più crudeli di questo periodo sia l’impossibilità di seppellire i propri morti. Dover sospendere la forza simbolica del passaggio con cui la psiche cerca di proteggersi dalla devastazione della perdita, mancare il rito più antico e importante della vita umana, come ci ricordavano già i greci con l’Antigone disperata per non poter seppellire suo fratello Polinice.
Perché senza l’esposizione all’oggetto della scomparsa, senza il culto del corpo nella sede del suo riposo eterno, non si può cominciare il processo di elaborazione del lutto, che è necessario per assimilare il dolore, per trasformarlo e accettarlo. Si rimane sospesi. Questa è la tragedia, il trauma più difficile da superare per chi purtroppo ha dovuto viverlo. E mi dispiace. Un pensiero oggi va a loro.