Differenze di Genere

Allora ragazzi/e (Scusate se interrompo subito il discorso ma questa cosa va detta adesso sperando di non doverla ripetere più. Mi dà molto fastidio leggere o dover mettere ogni volta la stanghetta “/ ” o l’asterisco ” * ” davanti a un sostantivo maschile per citare anche il genere femminile in modo da rivolgermi a tutti come ho appena fatto cominciando la frase con “ragazzi/e”. Si sfasa la scrittura, la mente inciampa, alla fine leggo sempre “ragazzie”, e mi dà noia, perciò, fino a quando un filologo, la Crusca, o un non so chi non escogita un modo per chiamare in causa entrambi i sessi con una sola parola, io userò “ragazzi” o “signori” per rivolgermi agli esseri umani di entrambi i sessi, mentre scriverò “ragazze” o “signore”, e così via, se voglio rivolgermi solo alle “ragazze” o alle “signore”, senza aggiungere ulteriori desinenze.
Non me ne vogliate, è solo una questione di stile. Poi va bene, potete dirmi che lo stile e la lingua veicolano sempre significati politici, che sono delle scelte precise e tutto quanto, ma ciò non è argomento di questo post.
Inoltre, non è che uno per essere politicamente corretto deve essere grammaticalmente scorretto. L’italiano non ha il genere neutro, fatevene una ragione, oppure fatevi eleggere e cambiate le regole…
Ma al di là delle regole, qui ci va di mezzo proprio il campo della cognizione, della percezione delle parole e dei significati. Potrei chiamarvi “persone” e dire “Allora p-e-r-s-o-n-e, facciamo questa cosa…” Potrei chiamarvi “esseri viventi” e cominciare il discorso dicendo “Allora esseri viventi, come va oggi?”, ma mi pare che il senso debordi.
“Ragazzi” in effetti può fare un po’ troppo anni novanta, ma io ancora uso questa espressione e quindi se qualcuno ha altri metodi per aggirare o risolvere il problema linguistico me li comunichi. Intanto continuerò a scrivere al maschile per rivolgermi a TUTTI e al femminile per rivolgermi SOLO alle donne. Vorrei inoltre che lo faceste pure voi, ma so di chiedere troppo. Sono anni che mi porto dietro sta pena. Mi si intorta il cervello a leggere sempre “ragazzie”), dicono che se vogliamo fare qualcosa, la mente preferisce i verbi del tipo “io voglio”, “io posso”, anziché io “devo”. Si sa che i doveri non piacciono a nessuno e questo la mente lo sente. I doveri rallentano, le volontà scorrono dritte al punto e si può agire con più fluidità.

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