Suca – breve analisi semiotico/geografica dell’espressione

L’espressione “suca” mette immediatamente l’altro in una condizione di subalternità. Se dico a qualcuno “Tu me la puoi s****e” significa che l’altro, in un determinato campo o a determinate condizioni, è talmente inferiore a me che può solo praticarmi del sesso orale, ovvero può solo s****e. Se continuiamo a usare correntemente questa espressione, rischiamo che qualcuno consideri la fellatio una pratica di sottomissione, prima ancora che un modo per dare piacere all’altro. Il verbo sucare può essere coniugato solo al maschile e quindi è legittimo che qualcuno guardi all’atto con sospetto.

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Img. di Alphachannelling

Nessuno sucherà più con disinvoltura se di volta in volta dovrà riconsiderare il suo ruolo all’interno della dinamica di potere espressa nell’oralità. La lingua è sempre stato il mezzo attraverso il quale il maschio ha esercitato la sua prepotenza nei secoli. Basta pensare al fatto che per indicare l’intera umanità si usa la parola “uomo” o che i nomi di molte professioni sono declinati solo al maschile. Forse potremmo dire “lecca” al posto di “suca” per dare parità di genere all’insulto, ma sarebbe ridicolo quanto dire “magistrata” o “presidenta”, e non c’è proprio paragone tra un bel “suuuucaaa!” e un soave “leccamela”.
Il dilemma non è solo linguistico o di genere, ma proviene anche dalla posizione geografico/anatomica nella quale sono collocati i genitali. Nel linguaggio metaforico che usiamo tutti i giorni, le dimensioni spaziali “alto e basso” assumono una connotazione morale, o di stato, positiva o negativa. Se dico “mi sento giù” significa che sto male, se invece dico “mi sento su” allora voglio dire che sto bene; una cosa “alta” è lodevole, una cosa “bassa” è spregevole. I genitali sono posti in basso e anche per questo, probabilmente, sono stati considerati talmente miserabili da doverli coprire.
(Sul motivo della copertura dei genitali esistono molte teorie, quella più accreditata sostiene che abbiamo cominciato a coprirli quando gli ominidi hanno iniziato a camminare in posizione eretta. La copertura dei genitali era diventata un modo per proteggerli da eventuali urti o ferite provocati dalla loro totale esposizione. Nei millenni, questa esigenza protettiva si è sedimentata fino a tramutarsi nel tabù della nudità). Il sucare costringe ad “abbassarsi”, a mettersi in ginocchio, e questo può essere considerato un chiaro invito alla sottomissione. Ciò che può dare equilibrio all’esercizio del potere tra generi nello spazio sarebbe la dimensione ordinata del 69. Questa posizione favorisce l’orizzontalità, provoca un piacere dato e ricevuto alla stessa altezza e evita un indirizzo polarizzante del tipo alto/basso. Il 69 conferisce quindi una condizione di parità non solo sincronica, ma anche geografica e morale. Rimane però il fatto che al grido “sessantanove!”, al posto di “suca”, il nostro “nemico” potrebbe rispondere con un sarcastico “tombola!” e far ricadere su di noi il difetto di subalternità con un effetto boomerang.

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