Nuove lingue – le emoticons

panSono seduto in treno e di fronte a me sta una ragazzina che con i pollici più veloci dell’universo digita qualcosa sul suo smart-phone.
Mentre mi alzo per prendere il romanzo dalla valigia posta in alto sul porta pacchi, lo sguardo mi cade su quello schermo acceso che tiene tra le dita.
Mi metto sulle punte dei piedi per cercare di spingermi ancora più in cima verso il bagaglio e abbassando la testa vedo comparire su quel telefono decine di figure colorate che scorrono a blocchi di sequenza verticali.
I blocchi sono formati da lunghe serie di faccette stilizzate, fiori monocromatici, stelline, torte di compleanno, dinosauri, patatine, topini, coccinelle e balene.
Ravanando nel buio della valigia mi chiedo cosa mai fossero quei disegnini e penso ai giochi stupidi tipo Candy Cash o che ne so io. Poi noto che tra lunghe strisce di puntini di sospensione posti tra decine di altri punti esclamativi allineati come codici a barre, compare una lettera o una sillaba e capisco, pieno di stupore, che la ragazzina sta chattando.
Virgolette e asterischi come se piovesse contengono al loro interno parentesi quadre e tonde, coppie di due punti in fila per quattro e cuoricini, occhiali da sole e maialini.
Turbato dal piano di comunicazione sul quale stanno interagendo quelle persone sulla chat, smetto di ravanare nella valigia e mi appendo al tubo del portapacchi a guardare ipnotizzato lo schermo.
È un codice talmente incomprensibile che in confronto i pizzini di zio Bernardo assumono la chiarezza inequivocabile di un telegramma.
Rinuncio a cercare il romanzo (che tanto non lo trovo più) e mi rimetto al mio posto per riflettere su quella strana forma di linguaggio in uso dalle nuove generazioni.
Sono sinceramente incuriosito da quell’incomprensibile mondo che mi sta crescendo davanti, ma a un certo punto una mosca si schianta sul finestrino e velocemente i giovani tornano ad essere noiosi come prima.
Mi sistemo la camicia, chiudo gli occhi e faccio finta di dormire.
la foto è di Dean Davies https://www.instagram.com/deansdavies/?hl=it

Qui un pillola teorica sui rischi dell’emoticon

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